COMMIATO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

Gentili docenti, stimatissima D.S.G.A., carissimi assistenti amministrativi e collaboratori scolastici, Presidente del C.I.,
un personalissimo motivo mi ha spinto a chiedere, sin dal passato anno scolastico, il trasferimento in Lombardia. Nulla quindi che abbia a che fare con il proficuo lavoro che con Voi e grazie a Voi mi è stato possibile svolgere in questi due anni di permanenza ad Adrano. E non ho alcun motivo adesso per gioirne. Lascio nel II Comprensivo un pezzo del mio cuore, per l’affetto che ho raccolto e la collaborazione preziosa di cui mi sono nutrito.

Ho lavorato bene ad Adrano, come prima a Bronte e a Monza, dove ritorno. Ovunque ho lasciato rapporti personali forti ed intensi: non si va mai via senza lacerazioni e sofferenze quando si è fatti di carne e ossa! Ciò che insieme siamo riusciti a fare va oltre ogni più rosea aspettativa: Il bilancio è positivo, la raccolta eccezionale, i risultati straordinari. Il percorso insieme a Voi compiuto mi riempie d’orgoglio e di speranza. Vado Pulvirentia alta con la consapevolezza di aver contribuito a migliorare il II I.C. nell’organizzazione e nella gestione delle risorse, elevando l’efficienza dei servizi e l’efficacia dell’azione formativa in ambienti resi più vivibili. Nutro la convinzione che molti cambiamenti sono profondi ed irreversibili. Ho anche la certezza di essere riuscito a scalfire l’apatia dei più refrattari e a contrastare il deleterio approccio a far il meno possibile da parte di qualcuno.

Ho sempre sostenuto che in organizzazioni deboli, come quella scolastica, dove è necessario il coinvolgimento di tutti per spingere avanti la barca, la rivoluzione genera conflitti e spinge la ciurma nella secca. Invece, i piccoli quotidiani cambiamenti, somministrati a piccole dosi per non stravolgere le usate sicurezze, garantiscono profondi ed incisivi mutamenti. Ho fatto quindi della condivisione e della partecipazione una bandiera, anche a rischio di logorarci in interminabili discussioni, convinto che il confronto arricchisce e la dialettica genera sintesi portentose. D’altronde, quale capitano sarei stato se voltandomi indietro avessi visto il deserto attorno a me? Vi ho chiesto comprensione e ne ho avuta tanta. Mi avete seguito, magari scoppiettando e scalciando un po’, brontolando e imprecando; ma mi avete seguito, contribuendo a rilanciare l’Istituto. Ho tenuto sempre la porta della Presidenza aperta, come aperto e democratico è stato lo stile della mia leadership. Non mi sono risparmiato e non Vi ho risparmiato. Ho dato e ho chiesto, a volte anche troppo: e per questo mi sono creato qualche inimicizia. C’è una misura in ciascuno di noi e il colmo è una sciagura. Mi è capitato, ne sono consapevole, di chiedere prestazioni professionali oltre quella misura e mi sono reso antipatico ed odioso. Ma se ciò è successo è per troppo amore verso questa scuola, per l’alto senso del ruolo e del dovere che mi porto dietro col proposito di infonderli anche quando l’interlocutore è refrattario.

Non sempre abbiamo lavorato in piena armonia e ho spesso avvertito il peso della tensione. Ma chi dirige una scuola ha il dovere di adoperarsi per conseguire il miglior funzionamento possibile in relazione alle risorse disponibili. Ho sempre perseguito interessi generali e mai di parte, nella convinzione che la migliore scuola possibile non sia quella dove tutto ci è consentito, bensì quella dove ciascuno è messo in condizione di svolgere al meglio il proprio dovere. Ovviamente non sempre ci si riesce. Ma quel che conta è provarci senza pregiudizi e condizionamenti. 

Qualche volta mi è capitato di alzare la voce in Collegio, in Presidenza, in segreteria, con qualcuno: sappiate che non ne sono fiero, anche se le motivazioni lo richiedevano. La forma è importante quanto il contenuto: per questo andava ricercata una modalità meno invasiva per comunicare il punto di vista della presidenza. Ma quello che è chiaro a mente fredda non lo si vede quando si è travolti dal fuoco dell’emotività. Mea culpa, quindi, per la caduta di stile, con annessa richiesta di tardive scuse.

Si, abbiamo fatto tanto insieme e Vi ringrazio di cuore. Da solo nessuno può niente; da soli si transita senza lasciare il segno. Ho avuto il pregio di ricevere fiducia e collaborazione da persone serie e responsabili che conoscono e amano la scuola: mi avete dato credito, sostenendomi anche nei momenti difficili. Ho camminato con giganti, con docenti e non docenti preparati che mi hanno sempre supportato sollevandomi da tante fatiche. Ho avuto ottimi consiglieri che mi hanno indicato la via migliore, evitandomi errori e cattive figure.

So che ho deluso tanti col mio trasferimento e con le mie scelte; so anche che altri non piangono di disperazione. D’altronde, è risaputo che l’unanimità è virtù che appiattisce in terra e germoglia solo in Paradiso. A tutti auguro tempi migliori. A tutti la mia sincera gratitudine e le mie scuse per non essere riuscito sempre a dare il massimo. 

Grazie alla mia cara e brava DSGA, Carmela Salomone, che ha saputo sempre supportarmi con professionalità, bravura e pazienza! Abbiamo fatto un bel percorso insieme, carissima, all’insegna della reciproca comprensione, nel rispetto dei ruoli e delle nostre persone, permettendoci anche qualche battuta, segno di rapporti personali spontanei e cordiali. In una scuola, se le due funzioni apicali si stimano e collaborano, si vola.

Grazie al mio preziosissimo collaboratore vicario e “primo cavaliere”, Vincenzo Calambrogio, senza il quale non sarei sopravvissuto un solo giorno! Malgrado qualche divergenza, è rimasto sempre fermo al timone, aiutandomi a governare la barca nel mare procelloso. Le riconosco, carissimo, una notevole capacità di mediazione e un grande amore per questa scuola che Le consente di ingoiare rospi ad altri indigesti.

Grazie a Giovanni Ruggeri per aver accettato la lapidazione dei colleghi al posto mio e, soprattutto, le mie estenuanti esternazioni “in camera caritatis”: in questi due anni ci ha unito spesso, e mi fa piacere ricordarlo, la condivisione della vision e delle scelte, oltre a una sincera, leale collaborazione! Non rinunci mai, carissimo, a difendere il suo punto di vista perché è un gran bel punto di vista.

Grazie al mio bravo referente del Plesso Stazione, Giuseppe Del Campo, che mi ha spesso risparmiato i fulmini dei colleghi, attirandoli su di sé! Ha poi saputo superare antiche incomprensioni, subordinando l’amor proprio alla “ragion di stato”. Non rinunci mai alla collaborazione, caro maestro, e colga negli altri il positivo senza farsi condizionare troppo dal negativo. Questa scuola, che Lei ama, ha bisogno del Suo impegno!

Grazie alle referenti della Primaria Provvidenza Stimoli e Silvana Mastrolembo, per la professionalità, disponibilità, senso del dovere: avete evidenziato in ogni circostanza lealtà verso la presidenza e amore per la scuola, subordinando le ragioni personali a quelle di squadra! La Vostra disponibilità, gentili maestre, è preziosa ed arricchisce L’Ordine. Non tiratevi mai indietro!

Grazie alle referenti dell’Infanzia Maria Liggeri e Rosa Quaceci che si sono lasciate tormentare e coinvolgere senza mandarmi mai a “quel paese”! Avete saputo rappresentare le esigenze dell’Ordine con moderazione ed equilibrio, in uno spirito di franca collaborazione e completa dedizione al ruolo, sempre al servizio della tenerissima utenza.

Grazie a Saro Ingiulla che ha saputo abbinare alla franchezza la disponibilità, l’estro, la fattività, fungendo da stimolo per tutti!  Grazie, in particolare, alla maestra Amoroso, per essersi caricata un peso sovrumano senza mai protestare, e al prof. Rocco per avere svolto in modo encomiabile il lavoro di consulente informatico curando con maestria il sito web della scuola! Grazie alla simpaticissima professoressa Cavallaro per la schiettezza, la passione e la fattiva collaborazione! Grazie alla prof.ssa Perrone per aver accettato di uscire dal suo guscio, contribuendo alla realizzazione di eventi prestigiosi! Grazie a Rosalba Caponnetto che mi è stata sempre vicina con discrezione, misura, delicatezza, dimostrandomi stima e amicizia in ogni occasione con consigli utilissimi! Grazie allo stimatissimo, a me caro, Arturo Impellizzeri che mi ha onorato della sua collaborazione e della sua amicizia: non mi sarà facile dimenticare l’aiuto preziosissimo in gita e le Sue coinvolgenti, fragorose, calde risate!

Grazie a tutte le figure strumentali e ai referenti che hanno collaborato per amore della “patria” e non dell’obolo con scrupolo e dedizione! Nominarvi tutti è impossibile! Sappiate che i risultati parlano per Voi. Bravi!

Un devoto e grato pensiero rivolgo a tutto il personale di segreteria, in particolare, alle sig.re Sanni e Graziella per il loro alto senso del dovere e la fattiva collaborazione: ma volendo a tutti i costi cogliere il positivo nel negativo, vi immagino da oggi meno tormentate dalle richieste della Presidenza e dalle innumerevoli circolari; grazie a tutti i collaboratori scolastici, compresi e non esclusi gli “antipaticissimi” Gorgone, Ventura e Tomaselli per l’affetto che portano a questa scuola e la simpatia che mi hanno sempre dimostrato. Un grazie sincero sento di rivolgere anche alla prof.ssa Agatella per lo scrupolo profuso nello svolgere una mansione importante. Sappiate che il personale ATA è il cuore della scuola, come il corpo docente ne è l’anima: se vi fermate Voi, va tutto a rotoli.

Un sincero ringraziamento sento di indirizzare alla signora Bua, presidente del Consiglio d’Istituto e, tramite Lei, a tutti i sigg. consiglieri che hanno svolto il mandato in modo responsabile, avendo sempre a cuore i bisogni del Comprensivo.

Grazie infine a tutti, ma proprio a tutti, docenti e non docenti, carissimi compagni di un gran bel viaggio, per avermi sopportato in questi due anni che son volati in un baleno. Mi porto dietro tutta quella buona qualità adranita di cui mi sono potuto nutrire, fatta di serietà, moderazione, competenza, grandi slanci, generosità, altruismo di cui la gente che vive sotto le pendici dell’Etna non ha eguali nel mondo.

Se malgrado tutto, però, siamo riusciti soltanto ad annoiare, sappiate, per dirla col Manzoni, che non lo abbiamo fatto apposta.

Con riconoscenza e gratitudine.

  IL DIRIGENTE SCOLASTICO
Antonino Pulvirenti

 

LINK